Stavo un pò leggendo in giro sul web e ho trovato veramente tanti articoli interessanti, tante vite interessanti, tante storie interessanti…
Mi stavo chiedendo, ma io ho una storia interessante? Una vita interessante? E scrivo forse articoli interessanti?
Mi piace scrivere di cose che mi piacciono, che mi hanno colpito, che ho vissuto, mi sembra però che io non riesca mai, ma proprio mai ad utilizzare le parole esatte per descrivere in un testo ciò che mi passa per la mente e quello che il mio cuore mi dice.
E’ difficile utilizzare una lingua verbale per esprimere sentimenti, emozioni e soprattutto immaginazione. La nostra mente viaggia a 360′, mentre le parole esprimono un decimo di tutto questo.
Mi ricordo quando ero alle elementari, la mia maestra di lingua italiana era molto severa e io con lei ero veramente riuscita ad aquisire un italiano molto colto, usando terminologia molto avanzata, molto letterale, molto arcaico. Me ne sono accorta quando abbiamo fatto traslocco nella nuova casa a Milano rileggendo i miei vecchi testi, temi di quinta elementare, riassunti e diari. Mi sono così accorta di che capacità ero dotata nonostante l’età e le poche cose che conoscevo. Ora andando avanti con il tempo, usando linguaggi semplici e moderni, leggendo articoli e sempre meno libri forbiti, ho perso tutti quei vocaboli, anzi direi ho perso l’uso di questi vocaboli, non saprei nemmeno come utilizzali e ancora di meno mi verrebbe in mente di utilizzarli.
Lavorando per un periodo di vita come giornalista e scrivendo articoli per i giornali, purtroppo ci si riduce a usare un linguaggio molto popolare, perchè i giornali non devono essere troppo difficili, ma devono essere leggibili.
Dovrei recuperare il mio prestigio, dovrei scrivere qualcosa di più colto ed interessante, devo ritornare ad essere un personaggio di cultura.
Sarei una bugiarda se dico che la vita che sto facendo ora mi piace, si è quello che ho voluto io, venire in Cina, viaggiare, essere indipendente. Ma che cosa sto facendo veramente? Sono forse la Qiyan che vorrei essere?
In realtà no, ero più felice quando scrivevo pagine di diario, quando mi scervellavo per scrivere qualcosa da pubblicare e quando partecipavo a tutti gli eventi culturali che venivo a conoscenza, quando utilizzavo la mia cultura per aiutare la gente.
Ora in questa società materialista, cosa ha di valore di cui io possa esserne fiera?
Adesso posso vivere da sola, prima no, senza i genitori con quei pochi soldini che mi tiravo su, non riuscivo nemmeno a pagarmi una cena, ora si i soldi sono la cosa di cui devo preoccuparmi di meno, ma siamo sicuri che è quello che voglio?
Vivendo qui, l’unica cosa positiva è che incontri un sacco di gente internazionale, conosci esperienze diverse dalle tue, parli con persone aperte di mente, vivi in una dimensione quasi irreale.
Ma chissà perchè sento che non ho niente a che fare con loro, chissà perchè non ho voglia di conoscerli, chissà perchè in un mondo cui io dovrei aprirmi e abbracciare il nuovo, mi sto chiudendo sempre di più, in me stessa, concentrandosi solo su di me, facendo analisi di questa vita senza valori, ma piena di cose nuove.
Senza valori, perchè qui a Shanghai è veramente difficile trovare dei valori sani, è veramente dura far capire alle persone con cui vivi che tu credi ancora nell’amicizia, nell’amore, nella famiglia, nel voler bene al prossimo, nel rispetto del prossimo e nella dedizione a una passione.
Quando cammino per strada, la gente ti pesta il piede, ti urta e ti spinge, sputa per terra o ti sputa in faccia non ha importanza, le ragazze parlano solo di borsette, shopping on-line e di come trovare marito su internet o partner occidentali, i ragazzi hanno paura di conoscere ragazze ed approfondire l’amicizia perchè hanno paura che le fanciulle saltino adosso a loro, con gli adulti (50enni) si parla solo di come il valore del mattone sia aumentano in questi anni e di quanto ora vale la loro casa, comprata con pochi soldi e di dove stanno costruendo case che valgono tot soldi.
Con le persone con cui potresti parlare della stessa lingua, succede che sono troppo impegnati per poterti dare retta. Io stessa a volte non riesco a rispondere a tutti per via del lavoro.
E così che la società scorre, ed è così che la mia vita va avanti, tutti i giorni.
In momenti come questi, penso sempre ai colori azzurro, verde, bianco e giallo, sono i colori che mi fanno tornare in mente la Svezia: azzurro intenso del cielo, verde brillante della natura, il bianco candido delle nuvole e il giallo acceccante del sole. E infine il profumo dell’aria senza inquinamento.
Qui in Cina in aria, si sente l’odore di fogna, di smog e di quel nauseabondo odore di cibo da per tutto. Ovviamente per i cinesi è tutto profumo.
Non penso più di essere cinese, non penso più nemmeno tanto di essere asiatica, a volte vorrei tanto avere gli occhi azzurri e i capelli rossi o biondi. Ma cosa mi sta succedendo?
Molti mi dicono che in Cina le cose cambiano velocemente e che sicuramente tra un pò sarà tutto diverso, ma sono convinta che per cancellare questo odore di fogna in città, bisognerebbe buttare giù tutta Shanghai fino alle fogne e ricostruirla tutta, per diminuire lo smog, rifare tutte le fabbriche e le macchine e per far andare via l’odore di cibo, bisognerebbe fare un lavaggio del cervello alla popolazione, per inserire nella testa solo lezioni di educazione civica.
Non credo sia così facile, neanche penso sia possibile.
Ho quasi paura che con il tempo io diventi come loro. Mi sono accorta che ogni tanto per poter uscire dalla metropolitana e riuscire a salire sulle scale mobili, ho dovuto spingere anche io e urtare pure io le persone con il gomito.
Ti prego Italia, ritorna come eri prima… ho bisogno di tornare…